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nel mercato dei prodotti naturali

Archive for the ‘pensieri’ Category

“…il primo problema è quello di un nuovo assetto globale delle istituzioni economiche in grado di affrontare il problema…”

Posted by Jack Tisana su 17 novembre 2009

“……..il primo problema è quello di un nuovo assetto globale delle
istituzioni economiche in grado di affrontare il problema…..”

sono le parole del Papa al vertice FAO di ieri a Roma!

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Benedetto-XVI-Il-pianeta-puo-sfamare-tutti-basta-cambiare-leconomia_3999814185.html

Benedetto XVI conosce bene le questioni legate alla sovranità monetaria perchè ha avuto, ancora da Cardinale, la possibilità di una lezione privata con il Prof. Auriti.

Da qui a trasformare in atti concreti…..

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Quarant’anni di studi in cinque pagine

Posted by Jack Tisana su 16 novembre 2009

Queste due lezioni (AB) del Prof. Giacinto Auriti sono documenti basilari per aprire la propria mente alla comprensione dell’allucinazione collettiva nella quale viviamo.

Credo che la lettura attenta e concentrata di queste pagine possa contribuire a chiarire perfettamente come siamo presi per il c..o, derubati delle nostre ricchezze e condotti in condizione di schiavitù.

 

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La rivoluzione interiore

Posted by Jack Tisana su 25 marzo 2009

La rivoluzione si manifesta anche nel linguaggio.

Dal DENARO al DONARE il passo è veramente breve se lo facciamo dentro noi stessi; ovvero, la concreta opportunità dove operare la vera alchimia sta nel cambiamento di sè stessi, vero territorio dove è possibile la trasformazione del mondo.

Un sentito ringraziamento a Pierluigi.

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Pensieri in aria

Posted by Jack Tisana su 17 marzo 2009

grazie a Ste

greenpeace_se-il-mondo

Se il mondo fosse una banca l’avreste già salvato

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Superare la paura della Libertà

Posted by Jack Tisana su 7 marzo 2009

Il samsara è di natura imperfetta ma la grande notizia sta nel fatto che tutti abbiamo la natura di Buddha.

Semplicemente siamo incapaci di manifestarla perchè siamo condizionati da una falsa e distorta concezione e comprensione della natura “ultima”, nostra e del mondo in cui siamo.

Sappiamo che questi argomenti, nella tradizione buddhista tibetana, hanno bisogno di anni di studio e di pratica per essere maturati e quindi non mi azzardo a continuare oltre se non approcciando solo l’idea presentata in questo bel video: sono le nostre barriere mentali il limite più invalicabile che esista.

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Anno nuovo, vita nuova … pensieri nuovi

Posted by Jack Tisana su 1 gennaio 2009

Propongo 3 riflessioni e un articolo di Pierluigi Paoletti

* DEBELLARE IL LAVORO  IN NERO

Il lavoro nero è solo una conseguenza di uno stato che “succhia” tra imposte
dirette e indirette tra il 60 ed il 70% di quello che produciamo

*       CHIUDERE LE FRONTIERE

L’immigrazione di massa è una conseguenza al fatto che questa economia ha
affamato oltre 1 miliardo di persone e lascia altri 4 e mezzo in condizioni
appena sufficienti. Anche noi nella depressione di inizio del ‘900 andavamo
a cercare lavoro e sostentamento dove si stava meglio

*       PAGARE  MIGLIAIA DI FORZE DEL ORDINE

È proprio questo il risultato che si è voluto ottenere, oggi abbiamo i
militari nei capoluoghi di provincia e a breve avremo, come in USA, campi
pronti ad accogliere i dissidenti.

Il discorso è simile a quello sull’inflazione dove si scambiamo gli effetti
(costo del lavoro, aumento delle materie prime ecc. ecc.) per le cause.

Non si risolvono le questioni economiche gestendo le emergenze (volute e
pianificate), ma lavorando sulle cause che possiamo identificare in UNA
SOLA: LA CREAZIONE DEL DENARO A FRONTE DI UN DEBITO

Eliminando quella si elimineranno a cascata tutti gli effetti che questa
forma disumana di profitto ha generato e continua a generare.

Il resto è solo una guerra fra poveri e su questo il potere ha fondato il
suo impero.

Eliminando alla fonte la causa di questo stato di cose, la nostra vita
sarebbe completamente diversa, ma oggi stentiamo anche solo ad immaginarla.

Provate a leggere questo articolo ormai vecchio di qualche anno con gli
occhi del futuro.

Facciamoci questo regalo per la fine dell’anno e “immaginiamo” cercando di
rendere vivide le immagini fino a renderle quasi reali… non è difficile è un
gioco che facevamo sempre da bambini, lo so, siamo fuori allenamento, ma ci
si può riuscire. Basta mettersi comodi e in silenzio e mentre leggiamo
parola per parola cercare di vivere quelle parole con quanti più particolari
riusciamo a definire, fino ad entrare in questo sogno lucido.

Pierluigi


E se il denaro…

di Pierluigi Paoletti http://www.centrofondi.it/articoli/Denaro2.pdf

Cercare di spiegare come sarebbe il mondo senza il debito pubblico e privato (ovvero il signoraggio delle banche centrali e commerciali) è come descrivere la luce ed i colori a chi non ha mai avuto il dono della vista.

Parliamo infatti di un mondo che nessuno ha mai avuto la possibilità di sperimentare.

Se il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre attività.

Basterebbe solo un contributo minimo del nostro reddito (es.10%) per le spese ed i servizi comuni e poiché il potere fine a sé stesso ed il business non avrebbero più senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse di tutti.

Non vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più consono alle sue caratteristiche. Il fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre beni che migliorino la qualità della vita degli abitanti di questo pianeta e la pubblicità verrebbe utilizzata al solo scopo di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità.

Poiché il tempo necessario al lavoro sarebbe solo una minima parte della giornata le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai rapporti con gli altri.

Ci sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della poesia e della musica, della pittura e dell’architettura. La scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in sé stesso e negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.

Gli anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza. Le città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari. Grazie alla energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria bellezza.

Le guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà. Fiducia e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.

Il minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali farebbero diminuire drasticamente le malattie e la violenza.

Uno dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo proprio sicuri?

Se diamo un’occhiata a questo grafico (…) ci possiamo accorgere che viviamo in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.

E che dite, per fare un’esempio più vicino a noi, se nelle nostre tasche si riversassero 1.500 miliardi di euro ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del nostro reddito corrispondente all’indebitamento medio delle famiglie italiane verso le banche commerciali?

Non pensate che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra vita quotidiana?

Il debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la malattia sono le sbarre di una prigione psicologica che un’elìte di persone, che tiene le redini del mondo, ha costruito per noi.

La consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i nostri destini.

Un futuro diverso è possibile, basta volerlo!

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La rappresentazione condivisa

Posted by Jack Tisana su 2 ottobre 2008

Sabato scorso ho avuto il piacere di incontrare Mauro Bonaiuti, uno dei massimi esperti di “decrescita” in Italia, insieme a Fausto Piazza (interGas-BS) e Emanuele Sangiorgi (bilanci di giustizia), relatori della conferenza “Crescita, decrescita e felicità” a Borgosatollo.

Mauro Bonaiuti è docente di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia e fondatore di “Decrescita.it“, blog dedicato alla diffusione di questa “visione”.

Oltre a tutte le ottime informazioni che sono state trasmesse, una cosa mi ha colpito in maniera straordinaria: il concetto della “rappresentazione condivisa”.

In sintesi si tratta della capacità necessaria perchè una società possa operare dei cambiamenti: ecco perchè, nonostante possiamo percepire a livello individuale la necessità di cambiare, questi non possono avvenire fino a quando  non sono “rappresentati e condivisi” a livello sociale.

Ci sentiamo allora impotenti ma la colpa è solo nostra, del nostro individualismo.

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La decrescita di Latuoche

Posted by Jack Tisana su 16 settembre 2008

Riporto dal programma on-line del Festivaletteratura:

C’è un mito che, nell’ultimo secolo, ha fondato l’immaginario sociale e che, ancora oggi, costituisce il sottofondo comune delle ideologie politiche moderne: è il mito della crescita. Questa credenza, cui è connessa l’idea di uno sviluppo illimitato, ha portato con sé le parole d’ordine della massimizzazione della produzione, dei consumi e dei profitti con conseguenze disastrose sugli equilibri ecologici, sociali e politici.

Per contrastare questa deriva, Serge Latouche ha lanciato una campagna per la decrescita. Decrescita significa per lo studioso francese avviare una rivoluzione culturale che investe i comportamenti individuali e le pratiche sociali, al fine di salvaguardare il pianeta e di migliorare la qualità della nostra vita e delle nostre relazioni. Lo incontra il sociologo Aldo Bonomi.

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La rivoluzione di Serge Latouche

Posted by Jack Tisana su 11 settembre 2008

Ho potuto incontrare Serge Latouche sabato scorso a Mantova, all’interno del programma del “Festilaletteratura”. Parecchi dei suoi libri sono pubblicati anche in italiano e del resto parla perfettamente la nostra lingua ed è stato insignito della cittadinanza onoraria da una piccola città siciliana.

Tutte le persone di profondo spessore sono riconoscibili per l’umiltà, ironia, pazienza e disponobilità che dimostrano soprattutto nel contatto e nell’incontro con il prossimo: Serge è uno di questi.

Durante l’intervento, ha detto chiaramente che abbiamo urgente bisogno della rivoluzione, non col moschetto come quella francese di 200 anni fa, ma la rivoluzione del cambiamento nelle proprie abitudini,  riconoscendo l’aberranza del modello di vita occidentale, nella valorizzazione delle culture locali quale espressione della creatività e rispetto della vita.

Avanti miei prodi, c’è da lavorarci!

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Ancora sull’etica

Posted by Jack Tisana su 10 settembre 2008

« Riflettere sull’etica dell’amore per tutte le creature in tutti i suoi dettagli: questo è il difficile compito assegnato al tempo in cui viviamo. »

(A.Schweitzer, Rispetto per la vita, pp.90-91)

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