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Posts Tagged ‘ArcipelagoSCEC’

Lo Šcec a Pianeta Verde

Posted by Jack Tisana su 29 maggio 2009

Sabato 6 e domenica 7 giugno ritorna la Fiera del biologico e dell’ecosotenibile PIANETA VERDE. Verrà ospitata presso Cascina Maggia, via Maggia 3, zona S. Polo di Brescia.

L’appuntamento con Fausto Tomaselli e Gaetano La Legname, Presidente e Segretario di Arcipelagolombardia è previsto alle 18 di domenica e si parlerà di  Šcec, la Solidarietà ChE Cammina ovvero dell’economia del dono.

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L’economia per tutti: presentazione del progetto Šcec a Collebeato (BS)

Posted by marcocastrezzati su 8 aprile 2009

Mercoledì 22 aprile prossimo, al salone LA SERRA di Collebeato (BS) si terrà, organizzata dal GASbeato e da ArcipelagoŠcec, una conferenza di presentazione del progetto Šcec.

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Le giuste sinergie

Posted by Jack Tisana su 2 aprile 2009

Maurizio Pallante è il presidente del movimento della decrescita felice.

Pierluigi Paoletti è il presidente del movimento ArcipelagoŠcec.

E’ arrivato il momento: la decrescita felice incontra lo Scec.

E’ arrivato il momento della solidarietà alla riscossa.

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La rivoluzione interiore

Posted by Jack Tisana su 25 marzo 2009

La rivoluzione si manifesta anche nel linguaggio.

Dal DENARO al DONARE il passo è veramente breve se lo facciamo dentro noi stessi; ovvero, la concreta opportunità dove operare la vera alchimia sta nel cambiamento di sè stessi, vero territorio dove è possibile la trasformazione del mondo.

Un sentito ringraziamento a Pierluigi.

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Anno nuovo, vita nuova … pensieri nuovi

Posted by Jack Tisana su 1 gennaio 2009

Propongo 3 riflessioni e un articolo di Pierluigi Paoletti

* DEBELLARE IL LAVORO  IN NERO

Il lavoro nero è solo una conseguenza di uno stato che “succhia” tra imposte
dirette e indirette tra il 60 ed il 70% di quello che produciamo

*       CHIUDERE LE FRONTIERE

L’immigrazione di massa è una conseguenza al fatto che questa economia ha
affamato oltre 1 miliardo di persone e lascia altri 4 e mezzo in condizioni
appena sufficienti. Anche noi nella depressione di inizio del ‘900 andavamo
a cercare lavoro e sostentamento dove si stava meglio

*       PAGARE  MIGLIAIA DI FORZE DEL ORDINE

È proprio questo il risultato che si è voluto ottenere, oggi abbiamo i
militari nei capoluoghi di provincia e a breve avremo, come in USA, campi
pronti ad accogliere i dissidenti.

Il discorso è simile a quello sull’inflazione dove si scambiamo gli effetti
(costo del lavoro, aumento delle materie prime ecc. ecc.) per le cause.

Non si risolvono le questioni economiche gestendo le emergenze (volute e
pianificate), ma lavorando sulle cause che possiamo identificare in UNA
SOLA: LA CREAZIONE DEL DENARO A FRONTE DI UN DEBITO

Eliminando quella si elimineranno a cascata tutti gli effetti che questa
forma disumana di profitto ha generato e continua a generare.

Il resto è solo una guerra fra poveri e su questo il potere ha fondato il
suo impero.

Eliminando alla fonte la causa di questo stato di cose, la nostra vita
sarebbe completamente diversa, ma oggi stentiamo anche solo ad immaginarla.

Provate a leggere questo articolo ormai vecchio di qualche anno con gli
occhi del futuro.

Facciamoci questo regalo per la fine dell’anno e “immaginiamo” cercando di
rendere vivide le immagini fino a renderle quasi reali… non è difficile è un
gioco che facevamo sempre da bambini, lo so, siamo fuori allenamento, ma ci
si può riuscire. Basta mettersi comodi e in silenzio e mentre leggiamo
parola per parola cercare di vivere quelle parole con quanti più particolari
riusciamo a definire, fino ad entrare in questo sogno lucido.

Pierluigi


E se il denaro…

di Pierluigi Paoletti http://www.centrofondi.it/articoli/Denaro2.pdf

Cercare di spiegare come sarebbe il mondo senza il debito pubblico e privato (ovvero il signoraggio delle banche centrali e commerciali) è come descrivere la luce ed i colori a chi non ha mai avuto il dono della vista.

Parliamo infatti di un mondo che nessuno ha mai avuto la possibilità di sperimentare.

Se il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre attività.

Basterebbe solo un contributo minimo del nostro reddito (es.10%) per le spese ed i servizi comuni e poiché il potere fine a sé stesso ed il business non avrebbero più senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse di tutti.

Non vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più consono alle sue caratteristiche. Il fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre beni che migliorino la qualità della vita degli abitanti di questo pianeta e la pubblicità verrebbe utilizzata al solo scopo di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità.

Poiché il tempo necessario al lavoro sarebbe solo una minima parte della giornata le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai rapporti con gli altri.

Ci sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della poesia e della musica, della pittura e dell’architettura. La scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in sé stesso e negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.

Gli anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza. Le città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari. Grazie alla energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria bellezza.

Le guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà. Fiducia e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.

Il minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali farebbero diminuire drasticamente le malattie e la violenza.

Uno dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo proprio sicuri?

Se diamo un’occhiata a questo grafico (…) ci possiamo accorgere che viviamo in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.

E che dite, per fare un’esempio più vicino a noi, se nelle nostre tasche si riversassero 1.500 miliardi di euro ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del nostro reddito corrispondente all’indebitamento medio delle famiglie italiane verso le banche commerciali?

Non pensate che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra vita quotidiana?

Il debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la malattia sono le sbarre di una prigione psicologica che un’elìte di persone, che tiene le redini del mondo, ha costruito per noi.

La consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i nostri destini.

Un futuro diverso è possibile, basta volerlo!

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SCEC a Prato

Posted by Jack Tisana su 20 dicembre 2008

Presentazione del progetto ArcipelagoSCEC a Prato il 28 novembre 2008.

Tema della serata: “Una proposta concreta per uscire dalla crisi economica“, relatore Paolo Tintori.

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Saluti da Riccione

Posted by Jack Tisana su 29 ottobre 2008

Questa che riporto è stata assunta un po’ da tutti gli “attivisti di ArcipelagoSCEC” come la sintesi chiara e completa dell’evento appena vissuto “8berSCEC“, scritta da Lucio Levorato, fondatore di Arcipelago Veneto.

Ti comunichiamo che il primo Meeting Nazionale di Arcipelago SCEC, tenutosi a Riccione il 25 e 26 ottobre scorsi è stato molto seguito e sentito da tutti coloro che hanno partecipato ed anche da coloro che sono stati impossibilitati ad essere presenti.


La relazione di Pierluigi Paoletti è stata estremamente chiara, ed ha descritto in profondità la realtà della situazione economico-finanziaria in cui ci troviamo, spiegando qual’è l’unico ed efficace rimedio a tutto ciò: l’introduzione dei Buoni Locali (Solidarietà ChE Cammina) come “Transition Money” da affiancare all’euro.

La dottoressa Serafina Scerra, dirigente scolastica di una scuola calabrese, ci ha illustrato come stanno mettendo in pratica, in collaborazione con i genitori degli allievi e le istituzioni locali, il progetto “Sapori del cuore” Esperienza davvero interessante e promettente di reali benefici per tutta la comunità, assolutamente da replicare in tutte le realtà locali italiane.

Altri oratori hanno entusiasmato la platea, come padre Floriano Abramovich, il dottor Nino Galloni, economista, l’avvocato Marco Della Luna, saggista, il Presidente Nazionale del Nucleo di Valutazione Unioncamere, dottor Guido Napoleoni, la toccante testimonianza della figlia del professor Giacinto Auriti, dottoressa Michela Auriti, caporedattore del settimanale Oggi, il Presidente del Sindacato Anti Usura, e del Sindacato dei Pensionati Cattolici professor Francesco Petrino.

Domenica si sono susseguiti gli interventi degli attivisti delle Isole Arcipelago già costituite e in via di costituzione….ancora più entusiasmanti, dove il Veneto, tra applausi scroscianti, ha emozionato per l’energia e la spinta che ha dato a tutto il movimento.

Abbiamo potuto gustarci uno spaccato delle varie realtà italiane, tutte in grande fermento ed entusiasmo, concretizzatosi in un interessante scambio di informazioni e suggerimenti.

E’ stato un importante scambio di esperienze dove ognuno ha raccontato i successi e le difficoltà incontrate nelle proprie realtà regionali fino a questo punto e dove si è detto quanto sia vitale per la crescita esponenziale del Progetto Scec, il mettere a disposizione degli altri le proprie attitudini e i propri talenti (come la fantasia degli amici napoletani, le conoscenze informatiche del gruppo toscano e di quello lombardo, l’esperienza imprenditoriale dei rappresentanti del Veneto, la vivacità dei ragazzi umbri….). Come conclusione, tutti sono stati d’accordo nel riconoscere che quello che conta più di tutto, nell’affrontare le sfide che ci attendono, è usare il cuore e lavorare con fede incrollabile!

Abbiamo deciso di formare gruppi di lavoro ed interscambio per dare consulenza alle varie regioni su molte materie (per esempio sulle sementi per gli agricoltori che si vogliono liberare dai monopoli Monsanto&c. e dagli ogm, alimentazione naturale dei terreni, i G.A.T. – gruppi di acquisto solidale dei terreni agricoli – per arginare l’opera delle grandi banche che stanno facendo incetta di terreni ed aziende agricoli a prezzi anche di 20 volte inferiori a quelli reali… grazie agli sporchi giochi pseudo-legali delle procedure fallimentari indotte dal sistema della moneta-debito).

Un commento ed un saluto finale di un partecipante della Lombardia riassumono bene il clima e le sensazioni lasciate dall’incontro:

“La bellezza sta negli occhi di chi guarda”

“Non ricordo chi l’ha detto ma credo non ci sia espressione più poetica ed azzeccata. Ecco perchè in un contesto di economia e finanza quale quello di Arcipelago SCEC c’è una qualità diversa rispetto ad altri gruppi dove si trattano le stesse cose: è il sapore del cuore!
L’esperienza dell’incontro (Riccione e tutte quelle che arriveranno) è il momento in cui si sprigiona tutta la forza creativa del collettivo, sta poi a noi riuscire ad arginare questo torrente in piena, incanalarlo per bene e consentire così l’irrigazione del deserto apparente della quotidianità ed esprimere così la ricchezza vera che abbiamo in noi: il piacere della comunione, il dono di noi stessi per il bene di tutti. Grazie a tutti per aver potuto sperimentare che questo non è un film! Con profonda riconoscenza.”
Marco Castrezzati

Associazione Arcipelago Veneto

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